11 Feb

Terrore notturno. Di cosa si tratta? Cosa possiamo fare quando si presenta?

Little boy crying

Durante gli episodi di Terrore Notturno il bambino, urla, piange, si agita, ha gli occhi aperti e sembra sveglio ma in realtà non lo è, non risponde alle persone che gli sono accanto.

I genitori possono spaventarsi e cercare di svegliare il bambino per consolarlo, è meglio non farlo. Diversamente da quanto accade per gli incubi il bambino al risveglio non avrà un ricordo di quanto accaduto.

Questi episodi si manifestano nella prima parte della notte e interessano per lo più i bambini dai 18 mesi ai 6 anni di età.

Cosa possono fare i genitori per aiutare i loro bambini a superare questi momenti?

Si può agire su due fronti:

  1. Nel momento in cui si presentano gli episodi i genitori possono stare vicino al bambino, contenerlo senza forzarlo, rassicurarlo parlandogli sottovoce in maniera tranquilla e senza aspettarsi una risposta, lasciare che si sfoghi, se si è spaventati pensare che è un fenomeno che interessa anche altri bambini, che presto passerà e al risveglio il bambino non ne avrà ricordo.
  2. Durante la giornata è opportuno non portare il bambino a ricordare quanto è avvenuto. Sappiamo però che i Terrori Notturni sono spesso legati ad un momento di stress identificabile in un particolare passaggio della fase evolutiva che il bambino sta attraversando e /o alla possibilità di esprimere liberamente  le sue emozioni. In caso si verifichino episodi di terrore notturno, i genitori durante la giornata possono dare maggiore spazio all’espressione delle emozioni del bambino, anche la rabbia e la paura, senza svalutarle, sminuirle o esserne spaventato. Le emozioni che proviamo, sia noi che i nostri bambini, non si possono eliminare e se proviamo a farlo verranno fuori da qualche altra parte …. ad esempio la notte!

 

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