27 Set

Risvegli notturni e qualità della vita

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Un esperimento effettuato su 62 uomini e donne dalla scuola di medicina dell’Università John Hopkins, Baltimora e pubblicato sulla rivista “Sleep”, dimostra come il sonno notturno interrotto abbia conseguenze negative peggiori rispetto al dormire poco, addormentandosi tardi la sera.

I partecipanti alla ricerca sono stati divisi in tre gruppi sottoposti a tre diverse esperienze: il primo gruppo veniva svegliato forzatamente più volte durante la notte, il secondo gruppo andava a dormire tardi, il terzo poteva dormire come al solito, ininterrottamente senza interferenze né rispetto all’orario di addormentamento né rispetto ai risvegli.

Il gruppo di soggetti che veniva svegliato più volte durante la notte aveva un maggiore calo dell’umore, a livello statisticamente significativo, rispetto a chi andava a coricarsi più tardi.

Cosa è accaduto? Perché il sonno interrotto porta ad una diminuzione del tono dell’umore?

La spiegazione che i ricercatori hanno dato riguarda la qualità del sonno, non solo la quantità. Infatti

a parità di ore di sonno, chi è sottoposto a numerosi risvegli forzati non ha la possibilità di entrare nel sonno ad onde lente, ovvero sonno profondo, fondamentale per il recupero dell’energia e per i livelli di “simpatia e cordialità” (difficilmente si è gentili e cordiali quando si manca di energia psico-fisica …).

Questo stato di stanchezza psico-fisica, calo dell’umore, nervosismo con conseguente difficoltà nelle relazioni di coppia e familiari, è quello che spesso viene riportato dai genitori che si rivolgono a me per occuparsi del sonno del loro bambino.

I frequenti risvegli notturni posso minare l’equilibrio a livello sia personale che di coppia e familiare. Alla mancanza di sonno si aggiunge spesso anche il senso di inadeguatezza dei genitori che possono sentirsi non in grado di “gestire” il sonno del loro bambino che si sveglia di frequente. Accanto al sentimento di amore incondizionato per il proprio figlio si può associare un senso di insofferenza per la mancanza di sonno.

Di fatto non dipende direttamente dai genitori come un bambino dorme ma dal suo temperamento, in base alla tendenza del figlio però i genitori possono influire nella direzione di una maggiore o minore continuità del sonno. Questo spiega ad esempio perché due bambini della stessa età che si addormentano allo stesso modo, uno si sveglia solo una o due volte durante la notte mentre l’altro si sveglia ogni ora. Oppure perché per alcuni bambini è semplice addormentarsi mentre altri hanno difficoltà a passare dalla veglia al sonno.

Ho incontrato genitori con bisogni rispetto al sonno molto differenti.

In generale, rispetto alla possibilità di potere attraversare tutte le fasi di sonno, sarebbe necessario riuscire a dormire per almeno 3-4 ore di fila e riuscire a riaddormentarsi in breve tempo dopo un risveglio.

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