04 Nov

La visita dal dottore

Pediatrician examine child girl with stethoscope

Come aiutare i bambini ad affrontare la visita dal pediatra (o da uno specialista) in modo che non diventi motivo di spavento, pianto, opposizione?

Due sono i punti sui quali concentrarsi:

1. Il momento della visita: preparare il bambino descrivendogli in cosa consisterà la visita in modo che non sia spaventato

2. Non usare mai la frase “Ti porto dal medico, dal dentista, ecc….” come una minaccia quando il bambino non vuole fare qualcosa, come prendere una medicina, lavarsi i denti.

Ma andiamo nel dettaglio di questi due punti.

Quando dobbiamo portare il bambino dal medico è importante parlarne come di una persona “amica”, una persona che può fargli passare il male o il fastidio che ha, aiutarlo a stare bene. Degli esempi pratici possono essere molto utili (i bambini hanno un pensiero concreto!!), per cui ad esempio “Il pediatra ti può aiutare a fare andare via qual brutto mal di gola!”.

Prima di andare, preparare il bambino: spiegargli in cosa consisterà la visita, ad esempio se ha l’influenza spiegargli che gli guarderà la gola, che sentirà il suo respiro sul petto e sulla schiena, e che gli guarderà le orecchie. Anche regalargli il gioco del dottore e sperimentare a casa (anche imitando la figura del medico) i momenti della visita può essere una buona strategia per vivere il medico come una figura “familiare”, non lontana e che incute timore.

Quando poi sarà il momento della visita nella stanza del dottore, prendersi qualche minuto per ricordare al bambino cosa accadrà, aiutarlo a viverlo con tranquillità, come una cosa normale. Non forzarlo ma rispettare i suoi tempi è fondamentale per creare un buon terreno anche per le visite successive.

Come accennato prima, anche il modo in cui parliamo dei medici in generale è fondamentale per i bambini. Se utilizziamo la minaccia del “Ti porto dal dottore”, il bambino non può fare a meno di vivere questa persona come minacciosa, qualcuno da temere. Questo accade frequentemente con il dentista verso il quale c’è spesso avversione, anche quando il bambino non c’è mai stato.

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