14 Mag

Lettino, bed-sharing o co-sleeping?

co-sleeping

Tanto si parla di dove fare dormire i bambini e ognuno porta le motivazioni a favore o contro il fare dormire il bambino con i genitori o nella sua camera, nel lettino o nel lettone. In realtà di certezze non ce n’è. E’ importante che ogni genitore si senta libero di scegliere,  in base alle esigenze del suo bambino e del resto della famiglia, ciò che sente sia giusto per sé.

Inoltre le esigenze dei bambini cambiano con il passare dei mesi per cui è importante anche un ascolto attento dei bisogni che mutano sia dei bambini che dei genitori.

Non mi piacciono gli integralismi: non approvo chi sostiene che con il bed-sharing (situazione in cui bambini e genitori condividono lo stesso letto) o il co-sleeping (genitori e bambini condividono la stessa stanza) si danneggino i bambini come non trovo giusto sostenere che fare dormire i bambini nel loro lettino voglia dire abbandonarli a se stessi (a meno che non li si lasci piangere per arrivare a questo scopo)  e non essere attenti ai loro bisogni.

C’è il solito buon senso di mamma e papà che ascoltano i bisogni del bambino e i propri tra queste due rigide vie. Spesso è un bisogno di mamma e bambino quello di dormire molto  vicino  per i primi mesi di vita. Molto vicino può essere nello stesso letto ma anche il lettino attaccato al lettone: così la mamma ha il suo piccolo vicino ed è sicura di poterlo sentire quando ha bisogno di lei e lo può allattare comodamente, il piccolo “sente” che la sua mamma gli è vicino. Con il passare dei mesi il piccolo sia di giorno che di notte comincia ad essere più autonomo nel senso migliore di questa parola, comincia a sentirsi sicuro di sé anche se la mamma è a pochi passi da lui. Così comincia ad esplorare il mondo e a giocare anche senza lo stretto contatto con la mamma. E questo accade anche di notte, molti bambini dopo alcuni mesi dalla nascita si addormentano e dormono serenamente nel loro lettino senza che nessuno li abbia forzati.

Ci sono genitori che dormono serenamente con i bambini nel lettone e altri che lo fanno meno per una serie di motivi più diversi. C’è chi sceglie di tenere il lettino nella propria stanza e chi invece preferisce mettere i piccoli nella propria dopo i primi mesi. Ognuno sceglie, d’istinto o informandosi, ciò che preferisce.

La maggior parte dei bambini nei primissimi mesi di vita ha bisogno di avere la mamma molto vicina, di “sentirla” e averla a portata di mano per l’allattamento (al seno o biberon). Per molte mamme è rassicurante avere il prorpio piccolo vicino. Dopo i primi 4/6 mesi, se i genitori ne sentono il bisogno, possono scostare il lettino dal lettone tenendolo sempre in camera fino a fare migrare il piccolo nella sua stanza dopo l’anno di età. Non ci sono regole fisse o età da rispettare, sostengo però il principio della gradualità dei cambiamenti che vengono proposti al bambino. Inoltre  è  il sonno del bambino stesso che cambia, come tutte le altre funzioni, nei primi mesi e anni di vita.

Molti bambini che ricevono il contatto di cui hanno bisogno nei primi mesi di vita, poi sono in grado di passare alcuni momenti “soli” (in una solitudine piena, data dal sentirsi sicuri di sé). Lo stesso accade di notte. Fare dormire il proprio bambino nel lettino può essere un modo per sperimentarsi nel suo essere competente e avere un sonno sereno e continuativo. Tanti genitori e bambini invece hanno piacere e traggono beneficio dal dormire nello stesso letto con il loro bambino. Non ci sono regole e va bene che ognuno, in accordo con la serenità che legge negli occhi del suo bambino e con i bisogni di tutti i componenti della famiglia, scelga come dormire.

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