05 Giu

Disturbi del sonno in età prescolare

disturbi del sonno in età prescolare

I disturbi del sonno in età prescolare, 3-5 anni, sono il tema di un articolo apparso sull’ultimo numero di Child Adolesc Psychiatric Clin N Am.

A questa età sono prevalenti disturbi del sonno come insonnia, apnee ostruttive nel sonno, parasonnie e sindrome delle gambe senza riposo. Si tratta di disturbi che possono essere già presenti negli anni precedenti e che mantengono la stessa fenomenologia e le stesse cause.

L’insonnia viene solitamente definita come difficoltà a prendere sonno o la presenza di risvegli tali da influire sulla qualità del sonno del bambino.

Nella mia esperienza la difficoltà ad addormentarsi e i risvegli “disturbatori” sono dovuti principalmente a tre fattori: alle attività diurne dei bambini (ad esempio una iperstimolazione durante la giornata e in particolare nelle ore prima di andare a dormire), ad un eccessivo ritardo nel proporre l’addormentamento al bambino (leggi qui “Mio figlio combatte il sonno”) oppure a fattori emotivi.

I fattori emotivi possono riguardare la relazione di attaccamento con i genitori (quanto il bambino si sente sicuro della presenza costante della figura principale che si occupa di lui), ma anche quanto accade fuori casa, ad esempio all’asilo o durante l’attività sportiva. Spesso i bambini nella fascia di età 3-5 anni vengono visti come piccoli adulti. Il loro sviluppo cognitivo è sorprendente e sembrano “molto intelligenti”. La loro intelligenza, sia cognitiva che emotiva, si è sviluppata notevolmente ma non è come quella di un bambino di 6 o 10 anni. Ricordiamoci che hanno bisogno di essere ancora accompagnati e rassicurati rispetto al distacco con i genitori o alla frequentazione di nuovi ambienti  e che hanno bisogno di conoscere a fondo le altre persone adulte a cui li affidiamo per potersi fidare.

Le apnee ostruttive nel sonno sono un fenomeno che riguarda circa il 5% dei bambini nei primi anni di vita. 

Possono diminuire notevolmente fino a scomparire modificando l’assunzione degli alimenti che favoriscono la produzione di catarro, in particolare due. Eliminando infatti dall’alimentazione il latte vaccino ed eliminando o diminuendo notevolmente il glutine (la pasta è facilmente sostituibile con il riso) noterete un notevole cambiamento. Nel dubbio si può modificare l’alimentazione per 1/2 mesi e verificare se c’è un cambiamento. In questi ultimi anni è presente un’attenzione sempre maggiore al legame tra salute e alimentazione visto che il nostro corpo è “fatto, composto” da ciò che mangiamo.

Le parasonnie sono fenomeni che disturbano il sonno del bambino, le più frequenti incubi e pavor nocturnus. 

Hanno entrambi a che fare con l’emotività del bambino, con le relazioni e le esperienze sociali che fanno parte della vita del bambino.

Il pavor nocturnus si presenta durante la prima parte della notte, il bambino urla, piange si agita e sembra sveglio ma non lo è (leggi qui “Terrore notturno. Di cosa si tratta? Cosa possiamo fare quando si presenta?).

Gli incubi sono invece sogni a contenuto spaventoso, come quelli degli adulti. Consideriamo sempre che il bambino ha meno risorse di noi per affrontare questi momenti difficili e spaventosi (leggi qui “I neonati e i bambini fanno gli incubi?”).

La sindrome delle gambe senza riposo è diffusa nel 5/10% dei bambini e consiste in un bisogno irrefrenabile di muovere le gambe, associato spesso a fastidio, dolore o formicolio.

Può essere causata da una carenza di ferro o di magnesio. Il movimento durante la giornata può avere effetti benefici. Può essere associata a difficoltà del sonno in una relazione bidirezionale, può esserne sia causa che conseguenza. Come causa può ostacolare il sonno per il disagio che provoca al bambino al momento dell’addormentamento o durante la notte. Può ance essere causata da una carenza di sonno e associata spesso alla carenza di ferro e/o magnesio.

Ritornando all’articolo citato all’inizio, viene sottolineato dagli autori come la qualità del sonno a questa età possa avere effetti a lungo termine sulla salute mentale, quindi anche in adolescenza e nell’età adulta. Una buona qualità del sonno è fondamentale per le funzioni cognitive, emotive e comportamentali. Infatti una insufficiente qualità e/o quantità di sonno può avere come conseguenze problematiche comportamentali o di apprendimento.

Gli autori sottolineano l’importanza del trattamento delle problematiche legate al sonno per la salute mentale anche a lungo termine e per favorire il funzionamento complessivo dell’organismo.

La mancanza di sonno, oltre ad avere conseguenze a livello emotivo, cognitivo e comportamentale, agisce come fattore di stress quotidiano al quale i bambino non può fare fronte da solo, per questo può indebolire il sistema immunitario ed avere altre conseguenze sulla salute del bambino. Ovviamente questo vale anche per l’adulto (leggi qui “Risvegli notturni e qualità della vita”).

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