19 Nov

La carenza di sonno nei genitori

genitori assonnati

Il sonno è una delle funzioni più importanti del nostro organismo poiché supporta funzioni psicologiche e fisiologiche essenziali come la crescita, il consolidamento della memoria, l’apprendimento e la riparazione dei tessuti. La mancanza di sonno ha conseguenze su una varietà di funzioni: il livello di vigilanza, la gestione delle emozioni, la regolazione ormonale, il sistema immunitario e le funzioni cognitive del nostro cervello (per approfondimenti (Risvegli notturni e qualità della vita)

Inoltre la carenza di sonno è correlata ad un aumento di cortisolo, indice di una condizione di stress psico-fisico, e ha degli effetti sulla risposta immunitaria, sulla capacità dell’organismo di far fronte all’ipoglicemia e sul controllo dell’appetito.

Le abituali attività del nostro organismo vengono quindi alterate dalla mancanza di sonno.

Le manifestazioni comportamentali e di regolazione emotiva della carenza di sonno sono ben note a chi le ha sperimentate: nervosismo, sensazione di non riuscire a fare tutto ciò che si vorrebbe o si dovrebbe, difficoltà nelle relazioni con gli altri, poca pazienza. Tutto questo nei genitori rischia di creare un circolo vizioso poiché la difficoltà nella propria regolazione emotiva, sociale e dei propri stati fisiologici (ad esempio sonno e fame) rischia di ripercuotersi sulla regolazione del proprio bambino innescando una spirale di malumore e mala-regolazione del sonno e a volte anche dell’alimentazione.

Per questo motivo io consiglio sempre ai genitori di

riprendersi il sonno eventualmente perduto nei primi mesi di vita dei neonati in qualunque maniera, affidare il proprio piccolo per qualche ora a persone fidate, approfittare della presenza di entrambi i genitori per fare turni per recuperare il sonno, lasciare andare i lavori di casa o altre incombenze non strettamente necessarie.

E lo stesso fare con il bambino, quando è in uno stato di stanchezza cronica, preoccuparsi prima di tutto di fargli recuperare il sonno perduto per ritrovarsi in una condizione di serenità. Una mamma qualche giorno fa mi ha detto:

“…. sono convinta come dici tu che S. ormai abbia talmente tante ore di sonno arretrate che semplicemente soffre di una stanchezza cronica che non le permette di avere un ciclo di sonno tranquillo….Credo che ora la priorità sia farla riposare più possibile, recuperare il sonno!  Cosi facendo lei stanotte ha dormito 9 ore (e io tra un risveglio e l’altro ho sempre dormito cosa che non succedeva mai!)…e mi sento riposata, pensa! Ma non è finita, essendo sveglia alle 7 l’ho tirata su dal letto (lei serena e allegra) l’ho lavata vestita e abbiamo giocato e alle 9 al primo sbadiglio ho iniziato a cullarla in salotto al buio e in pochissimo tempo si è addormentata, sono riuscita a portarla a letto e ora sono lì tutti e due che dormono! per me tutto ciò è fantastico! Cioè….credo che il sonno chiami sonno….ha dormito bene o male stanotte e ora continua a farlo! “

Le parole di questa mamma mostrano come il ricominciare a dormire abbia effetti benefici sui bambini (perché sonno chiama sonno e una volta riposata la piccola S.  si è addormentata con estrema facilità) e anche sui genitori.

La mamma era serena e propositiva perché aveva dormito lei stessa come non le capitava da tempo. In questo momento ha le energie per affrontare i continui risvegli notturni della piccola trovando un modo che la aiuti a prolungare le ore di sonno continuativo e questo si ripercuoterà nuovamente sulla qualità del sonno e della vita della piccola S. e della sua mamma.

Ci sono situazioni in cui i bambini hanno disagi passeggeri o malattie croniche per cui il sonno risulta interrotto ripetute volte durante la notte. In questa ultima situazione più che mai è necessario che i genitori, recuperino la carenza di sonno per potersi prendere cura del proprio bambino e di se stessi. La carenza di sonno non va mai sottovalutata. I genitori a volte non sentono la “fatica” di occuparsi di un bambino, e questo può essere fisiologico per una mamma nei primi mesi quando si dedica completamente alla sua creatura appena nata che niente può senza di lei e che non ha ancora acquistato un ritmo sonno-veglia basato sulle 24 ore.

E’ importante che  i genitori rimangano in contatto con i propri bisogni per evitare di arrivare al picco di stress in cui ci può essere un esplosione a livello personale o relazionale, ad esempio con il partner. 

Parafrasando il titolo di un libro a me molto caro del Dott. Raffaele Mastromarino,

è importante prendersi cura di sé per prendersi cura dei figli.

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