15 Gen

Quando si può parlare di “disturbo del sonno” nel bambino?

bimbo pre nanna

I disturbi del sonno dei bambini, cosa sono? La parola disturbo deriva dal verbo disturbare: turbare un’attività o una funzione impedendone il normale svolgimento.

I risvegli notturni fisiologici, ovvero quei brevi risvegli in cui il bambino richiede di essere allattato o una rassicurazione per poi riaddormentarsi, non sono un disturbo per il sonno del bambino.

Il sonno dei bambini può essere turbato o  disturbato in due momenti: nella fase di addormentamento  o durante il sonno.

Partiamo dalla fase di addormentamento. Cosa può accadere in questo momento che disturba il sonno dei nostri bambini?

  1. Arrivare al momento della nanna troppo stanchi perchè si è dormito poco durante la giornata oppure perché è troppo tardi per quel bambino o quella bambina. Attenzione allora a cogliere i primi segnali di stanchezza per poterli portare a dormire  nel momento giusto, ovvero quando non sono troppo stanchi ma iniziano ad avere sonno, a manifestare i primi segnali di stanchezza.  Tipicamente i genitori dei bambini che arrivano molto stanchi mi dicono che i loro bambini “combattono il sonno”. In realtà non riescono a rilassarsi e a lasciarsi andare al sonno.
  2. Arrivare eccitati al momento di addormentarsi. Questo può accadere per due motivi: 1. il bambino è soggetto ad iperstimolazione per l’utilizzo di giochi sonori o luminosi tablet, cellulari, ecc… 2. il bambino fa giochi eccitanti nell’ora prima di andare a dormire. Accade spesso che i papà tornino a casa giusto nell’ora prima che il bambino va a dormire e papà e bambino si cerchino per giocare “animatamente”. Questo purtroppo porta la maggior parte dei bambini ad addormentarsi con difficoltà per il livello di eccitazione, dato dal tipo di giochi che si fanno con il papà come rincorrersi, farsi il solletico, ridere ….
  3. L’ambiente molto luminoso può portare i bambini giù sensibili ad avere difficoltà ad addormentarsi. Infatti è proprio la mancata stimolazione della retina da parte della luce che dà il via alla produzione di melatonina, ormone del sonno, nel nostro organismo.
  4. Le difficoltà relazionali che il bambino vive, per lo più con i genitori, possono portare il bambino ad aver difficoltà a separarsi dai genitori, e ricordiamoci che il sonno è la prima separazione che il bambino vive, anche quando dorme nello stesso letto con i genitori. Di fatto quando chiude gli occhi non li vede più e per lui quindi “non ci sono più”. Per approfondimenti “Sonno del bambino e attaccamento“.

 

Ora vediamo cosa accade mentre il bambino dorme.

Il sonno del bambino ha due caratteristiche principali che lo rendono diverso rispetto a quello di un adulto: ha una presenza maggiore di sonno leggero, anzichè pesante, e diversi brevi cicli di sonno che si alternano. La particolare costituzione del sonno del bambino fa sì che sia portato ad avere dei brevi risvegli che vengono chiamati “fisiologici” in quanto rilevabili dal tracciato con EEG e che corrispondono al particolare stadio evolutivo che attraversa il bambino fino a circa 3 anni. Questi brevi risvegli fisiologici che si manifestano più volte durante la notte non sono però dei risvegli come noi li intendiamo, ovvero non implicano che il bambino sia “desto” e che abbia bisogno di soddisfare qualche bisogno (tranne quando ha bisogno di essere allattato i primi mesi o essere consolato quando sta male o ha un disagio). Alcuni bambini risolvono questi risvegli auotonomamente, facendo magari un versetto o rigirandosi nel lettino. Spesso i bambini si svegliano 2/3 volte a notte ed è la capacià che hanno sviluppato di riaddormentarsi che fa la differenza. Ci sono bambini che arrivano a svegliarsi anche ogni ora o più. Penso che possiamo quindi partire da qui per riparlare di disturbi del sonno.

Durante la notte il sonno di un bambino è disturbato quando si sveglia molto spesso e/o ha difficoltà a riaddormentarsi, al punto da non essere riposato al mattino o durante la giornata. E’ fisiologico il risveglio, non la difficoltà a riaddormentarsi.

Quali possono essere le cause quando dei disturbi del sonno dei bambini durante la notte?

In assenza di un disagio fisico (influenza, destini, …) o di una fase di passaggio di crescita, quando quindi i risvegli notturni numerosi o con difficoltà di addormentamento sono quindi la costante, il motivo principale solitamente è la modalità di addormentamento.

I risvegli notturni sono fisiologici nei primi 3/4 anni di vita. Perchè alcuni bambini ne hanno pochi, alcuni affatto e molti si riaddormentano senza difficoltà? A volte dipende dall’indole del bambino stesso, spesso da altri fattori che noi possiamo regolare.

Accade di frequente che bambini che si addormentano in un luogo o con una modalità diversa dalla condizione nella quale si trovano la notte, siano poi  disorientati nelle fasi di brevi risvegli fisiologici e tendano a piangere o comunque chiamare spesso i genitori, svegliandosi decisamente. Se questi stessi bambini cominciano ad addormentarsi nello stesso luogo dove poi passeranno il resto della notte e con le stesse condizioni, diminuiscono notevolmente i risvegli e si riaddormentano facilmente.

N., 9 mesi, viene da me con la mamma e il papà perché si sveglia minimo ogni ora durante la notte e più va avanti nel corso della notte, maggiori sono le difficoltà a riaddormentarsi. N. si addormenta in braccio cullato e durante la notte piange ad ogni risveglio. Troviamo insieme ai genitori una strategia perchè si addormenti direttamente nel lettino accanto al lettone dei genitori dove poi passerà il resto della notte. In pochi giorni i risvegli passano da 8/10 a 1/2 per notte e N. si riaddormenta molto brevemente restando steso nel suo lettino che ora è diventato un posto sicuro per lui.

A volte i risvegli notturni numerosi, e soprattutto con difficoltà di riaddormentamento, possono dipendere da difficoltà relazionali con le figure di riferimento, come per la fase di addormentamento.

Ricordo la piccola Gaia che ha cominciato a svegliarsi di notte spesso e soprattutto ad  avere difficoltà a riaddormentarsi, doveva controllare che la sua mamma non se ne andasse via dopo l’esperienza dell’asilo nido in cui la mamma la lasciava senza salutarla per non vederla piangere. E’ bastato cominciare a salutare la piccola al momento del distacco la nido e rassicurarla perchè la piccola ricominciasse a dormire serenamente senza avere la paura che la mamma “sparisse” all’improvviso.

Il sonno è importante per i bambini, per il loro sviluppo emotivo e cognitivo e per noi genitori (leggiLa carenza di sonno nei genitori“), per la nostra serenità, tranquillità e per potere stare serenamente con i nostri bambini <3 

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