Terrore notturno. Di cosa si tratta? Cosa possiamo fare quando si presenta?
Durante gli episodi di Terrore Notturno il bambino, urla, piange, si agita, ha gli occhi aperti e sembra sveglio ma in realtà non lo è, non risponde alle persone che gli sono accanto.
I genitori possono spaventarsi e cercare di svegliare il bambino per consolarlo, è meglio non farlo. Diversamente da quanto accade per gli incubi il bambino al risveglio non avrà un ricordo di quanto accaduto.
Questi episodi si manifestano nella prima parte della notte e interessano per lo più i bambini dai 18 mesi ai 6 anni di età.
Cosa possono fare i genitori per aiutare i loro bambini a superare questi momenti?
Si può agire su due fronti:
- Nel momento in cui si presentano gli episodi i genitori possono stare vicino al bambino, contenerlo senza forzarlo, rassicurarlo parlandogli sottovoce in maniera tranquilla e senza aspettarsi una risposta, lasciare che si sfoghi, se si è spaventati pensare che è un fenomeno che interessa anche altri bambini, che presto passerà e al risveglio il bambino non ne avrà ricordo.
- Durante la giornata è opportuno non portare il bambino a ricordare quanto è avvenuto. Sappiamo però che i Terrori Notturni sono spesso legati ad un momento di stress identificabile in un particolare passaggio della fase evolutiva che il bambino sta attraversando e /o alla possibilità di esprimere liberamente le sue emozioni. In caso si verifichino episodi di terrore notturno, i genitori durante la giornata possono dare maggiore spazio all’espressione delle emozioni del bambino, anche la rabbia e la paura, senza svalutarle, sminuirle o esserne spaventato. Le emozioni che proviamo, sia noi che i nostri bambini, non si possono eliminare e se proviamo a farlo verranno fuori da qualche altra parte …. ad esempio la notte!
